venerdì 17 febbraio 2017

Bulldog inglese


Bulldog Inglese, letteralmente “cane toro”, una razza molto nota e diffusa quasi in tutto il mondo, Italia compresa. Certo sulla notorietà di questo cane ha influito molto anche il fatto che alcuni esemplari sono finiti sul grande schermo da protagonisti o da “aiutanti”, il che non ha fatto che renderli ancora più simpatici alla maggior parte degli amanti dei cani. Non si può dire, in tutta sincerità, che sia un cane bello, ma alla fine dei conti, riscuote molto successo questo Bulldog Inglese.
Tronco compatto e arti poco slanciati, il Bulldog Inglese è un cane di piccola taglia e dal fisico senza dubbio ben piazzato, con un dorso robusto e corto e una testa molto larga. Il muso di questo cane è caratterizzata da una ruga che sul tartufo risulta molto evidente, il tartufo in sé è una presenza importante, molto largo e voluminoso, con narici marcate e ampie. Le orecchie non si notano molto, al contrario: piccole, aderenti e “a rosa”.

LE LUCCIOLE


Tutti conoscono le lucciole, non tutti però sanno che si tratta di un coleottero, appartenente alla famiglia dei Lampiridi (Lampyridae). Sono state classificate in tutto il mondo circa duemila specie di lucciola.
Il caratteristico bagliore delle lucciole, fenomeno definito bioluminescenza, è finalizzato all’accoppiamento, la luce serve appunto a maschi e femmine per vedersi. La femmina può emettere luce per oltre due ore, mentre il maschio solo per brevi istanti.
Gli alchimisti hanno studiato per secoli cercando di scoprire i segreti della trasmutazione delle sostanze e dei metalli.

L’orso polare


L’Orso polare è il più grande predatore dell’ecosistema marino artico, Il suo nome scientifico, Ursus maritimus, significa letteralmente “orso del mare”, un nome adatto a questo nuotatore eccellente, che può raggiungere una velocità di 10 km/h usando le zampe anteriori come remi, mentre quelle posteriori fungono da timone. Il suo habitat preferito è il ghiaccio, che copre i mari artici per la maggior parte dell’anno: l’orso polare ha bisogno delle banchise per trovare cibo. Durante l’estate, man mano che il bordo meridionale della calotta glaciale artica si scioglie, alcuni orsi seguono il ghiaccio che si ritira verso nord, per rimanere vicini alle foche e alle altre prede. Altri orsi trascorrono invece le loro estati a terra, alimentandosi con il grasso corporeo accumulato durante le fruttuose caccie primaverili e invernali.

Le foche



Le foche sono mammiferi di origine terrestre, che discendono probabilmente dalle lontre primitive e si sono gradualmente evolute verso una forma acquatica. L’adattamento è avvenuto attraverso la ritrazione degli organi esterni, l’acquisizione di una forma idrodinamica e la trasformazione degli arti in pinne. Ciò nonostante, le foche, a differenza delle balene e dei delfini, non hanno abbandonato completamente l’ambiente terrestre, al quale fanno ritorno per riprodursi.
Delle sei specie di foche che popolano l’Antartide, la foca da pelliccia appartiene alla famiglia degli Otaridi, caratterizzata dalla presenza delle orecchie esterne e dall’andatura a quattro zampe sulla terraferma. Le altre – la foca cancrivora, la foca Weddell, la foca leopardo, la foca di Ross, e la foca elefante – fanno tutte parte della famiglia dei Focili: non hanno orecchie esterne e sulla terraferma possono spostarsi solamente strisciando.

Le balene


Le balene sono i più grandi mammiferi marini e le più grandi creature viventi: possono raggiungere i 25 metri di lunghezza e il peso di 100 tonnellate, come la balena azzurra.
Si sono adattate all’ambiente marino con la perdita degli arti posteriori e la trasformazione di quelli anteriori in prima di coda che, a differenza che nei pesci, è orizzontale. La pelle è piuttosto sottile ma copre uno strato adiposo eccezionalmente spesso, che assicura un perfetto isolamento termico e un abbondante riserva di energia per i digiuni prolungati. Devono venire alla superficie per respirare. E’ allora che, con il caratteristico getto, espellano dallo sfiatatoio sulla testa l’aria contenuta nei polmoni e l’acqua di condensa, formatasi nelle vie aeree superiori.
Alcune balene sono provviste di denti forti, in un numero che varia da 2 a 206. Sono le balene dentate o Odontoceti.

I pinguini



I pinguini sono gli animali più caratteristici dell’Antartide. Si calcola che ve ne siano alcuni milioni di esemplari. Sono uccelli senza ali, che si sono adattati all’ecosistema marino dell’Antartide. Fanno tuttavia ritorno alla terraferma per completare il processo di riproduzione. Sulla terra sono molto goffi, per la forma del loro corpo che li obbliga a mantenere il peso sulla parte posteriore dei piedi, controbilanciando i movimenti con le ali aperte.

Farfalle ed Ambiente



Le farfalle sono gli insetti più conosciuti ed amati, sia per il loro piacevole aspetto che per il fatto di essere completamente privi di difese: infatti non pungono, non mordono, non infastidiscono.
La loro delicata bellezza è il simbolo estivo del calore e della tranquillità , mentre la loro metamorfosi ha da sempre affascinato gli uomini divenendo fonte inesauribile di ispirazione per poeti, scrittori, pittori e fotografi.
Le farfalle, oltre a far parte del nostro patrimonio naturale, sono oramai anche un patrimonio culturale, in alcune popolazioni viene loro attribuito un profondo significato spirituale e religioso legato alla loro completa trasformazione durante le ultime fasi del ciclo vitale.